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Il mito di Capitan Harlock rivive a Venezia 70

Il mito di Capitan Harlock rivive a Venezia 70

Tra uno scandaloso e disturbante Kim Ki-duk e un’aliena dalle sembianze umane, la Johansson di Jonathan Glazer, in Laguna è anche tempo di vecchie glorie: è il turno di Capitan Harlock, il pirata di Leiji Matsumoto. Il mito di un’intera generazione sbarca così a Venezia rivisitato in 3D, in un film diretto da Shinji Aramaki.
Un personaggio destinato a volare nello spazio ancora a lungo, perché Matsumoto per ora non ha proprio intenzione di scrivere la parola fine, almeno stando alle sue stesse parole.

“Ci troviamo all’inizio di una nuova era, un nuovo viaggio di Harlock è appena cominciato. La sua bandiera nera con il teschio bianco vuol dire libertà ed è importante che da adesso in poi continui a farlo volare in tutto lo spazio. Stiamo andando avanti con nuovi progetti e  nuove storie collegate ad Harlock. Un giorno – continua il creatore dello storico manga – verrà scritta la loro fine, ma quel giorno è ancora molto lontano. Spero che i giovani siano spinti e stimolati dai mie racconti”.

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