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RED 2: La nuova riscossa dei pensionati

RED 2: La nuova riscossa dei pensionati

Willis, Mirren, Malkovich, Hopkins. Ancora un ensemble di vecchie glorie per un action comedy che vuole essere anche un inno alla terza età. In uscita per Universal il 21 agosto.
2stellemezzo

 

Pensionati alla riscossa, ancora una volta. A tre anni di distanza arriva il seguito di RED, che beninteso non sta per il colore ma è l’acronimo di Retired extremely dangerous, pensionati estremamente pericolosi, un gruppetto di arzilli ex agenti dei servizi segreti impegnati a salvare il mondo e a divertirci. E per RED 2 sulla scena ci sale un gruppo di attori di grande fama e/o grande talento, a cominciare dai redivivi Bruce Willis, John Malkovich e Helen Mirren, fino ai nuovi innesti Anthony Hopkins e Catherine Zeta-Jones, cui spetta il compito di non far rimpiangere Morgan Freeman ed Ernest Borgnine, che avevano partecipato al primo film.

Per il sequel cambia anche la mano dietro la cinepresa con la regia che passa da Robert Schwentke all’americano Dean Parisot (che a fine anni ’90 firmò il demenziale Galaxy Quest) mentre la squadra di sceneggiatori composta da Joe ed Erich Hoeber, resta la stessa. Come pure la stessa è l’idea di fondo, quella di svestire di machismo il materiale originale (un fumetto realizzato una decina di anni fa da Warren Ellis e Cully Hamner) e di spingere sul tasto dell’action comedy in modo da sfruttare al massimo un cast attempato ma invidiabile.

Il risultato è un mix di dialoghi da commedia brillante inframezzato da cascate di proiettili e inseguimenti adrenalinici, con una morale di fondo: se si ha qualche anno in più non vuol dire che si valga di meno. E così Willis continua a metterci il grugno e la fisicità, Malkovich i travestimenti strampalati, la Mirren l’autoironia, Hopkins aggiunge un tocco di classe, eppure la macchina sembra funzionare un po’ peggio rispetto a tre anni fa. Forse è solo minore il numero delle battute che va a segno, forse è solo che in fondo si è deciso di non modificare per niente il canovaccio rispetto al primo film.

Il risultato comunque non è del tutto spiacevole, gli attori danno l’idea di divertirsi un mondo e non è difficile farsi coinvolgere dall’ilarità anche se qualche personaggio (quello di Malkovich ad esempio) sembra godere di meno spazio rispetto al passato. La pellicola inoltre riserva qualche chicca per gli appassionati del cult, dalla cecchina Helen Mirren, spietata e spassosa, costretta a vestire di nuovo i panni di una regina d’Inghilterra anche se solo in un manicomio, fino a una scena con stretta di mano tra Hopkins e Brian Cox, ovvero i due Hannibal Lecter del grande schermo.

Marcello Lembo

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