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World War Z: avventura mozzafiato tra gli zombie per Brad Pitt

World War Z: avventura mozzafiato tra gli zombie per Brad Pitt

Incolla alla poltrona dal primo all’ultimo minuto il thriller d’azione di Marc Forster, merito della perfetta combinazione tra spettacolo e sentimenti.
5stelle

Parte con l’acceleratore schiacciato e non perde mai un colpo, il thriller fantapolitico condito d’azione e orde di zombie World War Z di Marc Forster (Quantum of Solace, Neverland, Vero come la finzione). Motore della storia una misteriosa epidemia che invade il mondo e trasforma in zombie le proprie vittime. Eroe suo malgrado è un ex agente delle Nazioni Unite, Gerry Lane, costretto ad una corsa contro il tempo in giro per il globo per cercare una cura in grado di debellare il virus, fermare l’epidemia e salvare il pianeta, ma soprattutto la sua famiglia.
Tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore Max Brooks (figlio di Mel e Anne Bancroft), il film, come accade nella migliore tradizione, tradisce nella struttura narrativa il romanzo, ma ne conserva lo spirito profondo e ne restituisce amplificata la tensione.
World War Z incolla alla poltrona dal primo all’ultimo minuto e questo grazie alla sapiente combinazione d’intrattenimento ed umanità, di una commistione perfetta tra action, zombie-movie, thriller fantapolitico e sociologico.
Le scene d’azione sono da cardiopalma, la tensione dosata con maestria, gli effetti funzionali alla storia e costante l’attenzione al ‘fattore umano’.
E’ proprio quest’ultima a fare la differenza. Non aspettatevi il solito film sugli zombie, un action tutto adrenalina e niente cuore, ma un thriller raffinato, in cui la componente umana la fa da padrone ed è la punta di diamante di un film complesso, affascinante e coinvolgente.
Ottima prova d’attore per Brad Pitt, qui protagonista e produttore, maturo ed intenso. Di una tenerezza commovente nelle scene con la famiglia, atletico, scaltro (e anche molto fortunato) nelle scene più pericolose.
Scelto con grande cura il resto del cast, anche nei piccoli ruoli. Mireille Lenos regala una madre sensibile e al tempo stesso grintosa (ma dal pessimo tempismo quando si tratta di chiamare al cellulare suo marito), David Morse un cammeo degno di Hannibal e anche il nostro Pierfrancesco Favino fa il suo, rendendoci orgogliosi rappresenti il cinema italiano all’estero.
Marc Foster si dimostra un regista capace di spaziare tra i generi e di orchestrare alla perfezione grande spettacolo e sentimenti. Insomma, World War Z è grande cinema, di quello che non si dimentica facilmente, perché lascia gli occhi ed il cuore appagati.
Shhh! Silenzio in sala, cellulari spenti… il rumore potrebbe destare qualche zombie. Di questi tempi non si sa mai.

Maria Stella Taccone

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