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Blood: La colpa non basta

Blood: La colpa non basta

Dopo il buon esito di 1921-Il mistero di Rockford, Nick Murphy torna alla regia con un thriller psicologico dalle sfumature noir. In uscita nelle sale italiane il 27 giugno.
2stelle

Cosa avviene quando la rabbia offusca la ragione e il desiderio di giustizia prevarica sulla moralità? Si commettono errori, si cade nell’oblio della colpa dove niente sarà più come prima. Questo è ciò che accade a due fratelli, Joe e Chrissie Fairburn (Paul Bettany e Stephen Graham) entrambi detective, che dopo un omicidio lasciato impunito decidono di farsi giustizia da soli uccidendo uno dei maggiori sospettati. Ma quando si scoprirà che il colpevole in realtà è un altro, i due sprofonderanno sotto l’insostenibile peso di una macchia di sangue troppo grande per poter essere nascosta.

Ambientato sulle coste ventose dell’isola di Hilbre e interpretato da un cast rappresentativo del cinema inglese (tra cui Brian Cox, nel ruolo di Lenny Fairburn, padre di Joe e Chrissie nonché ex capo del dipartimento di polizia, e Mark Strong) Blood è un film in cui il dualismo tra lo spazio incontaminato – l’isola è raggiungibile solo quando la marea si ritira – e la natura fragile e multiforme dell’uomo comporta uno sconfinamento nel dramma morale, non riuscendo così a stimolare pienamente la tensione emotiva degli appassionati del genere.

Sebbene Murphy abbia deciso di dedicare (quasi tutta) la sua attenzione agli aspetti psicologici dei protagonisti, il film non è completamente spoglio di momenti di suspense (che comunque faticano ad arrivare) e non mancano interpretazioni degne di nota come quella di Paul Bettany che costruisce un personaggio denso di sfumature caratteriali proprie di un uomo vanamente in lotta contro il senso di colpa che lo divora.

Eternamente sovrastati da nuvole basse e battuti da venti instancabili, i paesaggi, sapientemente fotografati da George Richmond (operatore di fama internazionale, ha lavorato con Steven Spielberg, Oliver Stone, Woody Allen), regalano al film un’atmosfera plumbea ed eterea che è forse l’elemento più interessante della seconda pellicola di Murphy.

Giuditta Langone

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