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Dream Team: La piccola squadra tra le grandi

Dream Team: La piccola squadra tra le grandi

Campione di incassi lo scorso autunno in Francia, ecco la nuova commedia diretta da Olivier Dahan che arriva nelle sale italiane a partire da giovedi 20 giugno.
3stelle

E’ la storia di Patrick Obera, ex calciatore francese, cinquantenne alcolizzato e disoccupato. Proprio per questi motivi rischia di perdere il diritto giuridico a frequentare sua figlia Laura, a meno che non accetti di allenare la squadra locale di Mòlene, isoletta della Bretagna che, se vincerà almeno tre partite, riuscirà a guadagnare i soldi necessari a riscattare la fabbrica di Sardine, fonte principale di lavoro per gli abitanti del luogo. Obera accetta la sfida ma si rende conto che i pescatori/calciatori a disposizione non sono in grado di poter affrontare queste imprese difficili e così cerca di convincere i suoi ex compagni di squadra a dargli una mano per raggiungere l’obiettivo. Ex campioni sul campo ma personaggi particolari nella vita: Marandella, un rivoluzionario, fumatore di sigari e amante delle belle donne, Ziani, un nevrotico dipendente da PlayStation, N’Dogo, vittima della moglie e con problemi cardiaci, Berda, stravagante e appassionato di auto sportive, e il Leandri che sogna di diventare una star del cinema. Immaginate cosa possono fare insieme su un campo di calcio dopo anni di inattività…
Dahan, dopo esperienze nel genere drammatico, più o meno fortunate (Déjà mort, I fiumi di porpora 2 – Gli angeli dell’apocalisse, La vie en rose) ha portato sul grande schermo un tipo di commedia per famiglie, un film nel complesso leggero senza essere mai banale, che trova il punto di forza nel cast formato da comici molto apprezzati in territorio francese. L’alternanza di meravigliose immagini folkloristiche dell’isola bretone, scene divertenti sul campo di calcio, vicende personali dei singoli personaggi e musiche sono i vari tasselli che messi insieme fanno di Dream Team un film senza pretese di premi o riconoscimenti particolari ma che sicuramente non lascia indifferente lo spettatore in sala.

Giovanni Bonaccolta

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