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Rapporto Cinema 2012. Mercato e Industria in Italia

Rapporto Cinema 2012. Mercato e Industria in Italia

“Il quinto anno del Rapporto sul Mercato e l’Industria del cinema in Italia – dichiara il Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo Dario Edoardo Viganò – rappresenta un primo e importante giro di boa di una pubblicazione che fin dal suo esordio ha voluto raccontare il volto economico e spesso nascosto di questo universo. Questo taglio di analisi – prosegue Viganò – si è rivelato negli anni di crisi ancora più utile perché è servito a misurare la temperatura di un settore per certi versi malato, come molta parte dell’industria italiana, ma ancora capace di offrire spunti di ottimismo per il futuro”.

Il 2012 è un anno contraddittorio per il cinema italiano che mette a segno il record assoluto per la produzione di film, ma segna il passo in tanti altri settori, dai risultati aziendali ai fondi investiti dalle Film Commission regionali. Il dato emerge dal Rapporto 2012. Il Mercato e l’Industria del Cinema in Italia curato dall’Area Studi della Fondazione Ente dello Spettacolo e presentato oggi alle ore 11.00 nell’aula 211 dell’Università Luiss “Guido Carli” di Roma (Viale Romania, 32).
L’analisi, giunta alla sua quinta edizione e interamente consultabile e scaricabile gratuitamente in formato pdf sul sito www.cineconomy.it, offre uno spaccato sull’universo economico del cinema, sugli investimenti delle grandi aziende, italiane e straniere, e sui passi compiuti in direzione di una modernizzazione del settore.
I punti salienti, messi in evidenza, sono stati relativi a:
– Record assoluto di produzioni con 166 film realizzati in Italia rispetto ai 155 del 2011.
– Calo del box office: nel 2012 gli incassi nelle sale cinematografiche sono diminuiti di un altro 7,95% dopo il calo del 17,1% registrato nel 2011.
– Investimento di 44,5 milioni di fondi provenienti dalle Film Commission regionali.
– Calo di ricavi e di utili da parte del 41,1% delle aziende del settore, a causa della Crisi economica.
– Dimezzamento, dal 2008 al 2012, degli investimenti dei network tv sulle fiction.

Ma, a corredo del Rapporto 2012, restano ‘agli atti’ una serie di Testimonianze firmate da alcuni dei protagonisti dell’industria cinematografica italiana, da MEDIA Salles a Rai Cinema, passando per il Museo Nazionale del Cinema di Torino, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Schermi di Qualità e CFS Legal.

Dopo il saluto introduttivo di Michele Sorice, Direttore CMCS “Massimo Baldini” LUISS Guido Carli, Dario Edoardo Viganò, Presidente della Fondazione ha introdotto la presentazione del Rapporto, commentato da Redento Mori, giornalista e curatore scientifico della pubblicazione in un incontro moderato dal giornalista Franco Montini che ha registrato gli interventi di: Nicola Borrelli, Direttore Generale Cinema MiBac; Lionello Cerri, Presidente Anec; Paolo Protti, Presidente del Comitato di Gestione di Schermi di Qualità; Paolo Del Brocco, AD di Rai Cinema; Carlo Rossella, Presidente di Medusa Film; Giampaolo Letta, AD di Medusa Film; Elisabetta Brunella, MEDIA Salles, Stefano Antoniozzi, Banca Monte dei Paschi di Siena; Roberto Paolo Nelli, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Leonardo Coletti, CFS Legal.

Di seguito degli estratti e delle sintesi degli interventi dei suddetti:

Il giornalista Franco Montini ha presentato la situazione contraddittoria del mercato cinematografico italiano con l’aumento della produzione filmica da un lato, dall’altro la decrescita di incassi e la minore presenza di film italiani ai primi posti delle classifiche; aggiunge un accenno al rinnovo del tax credit come aiuto indispensabile alla produzione.

Nelle parole di Dario Edoardo Viganò “la presentazione del Rapporto, in collaborazione con l’Istituto Luce e il sostegno del MiBAC, giunge quest’anno alla sua quinta edizione, dimostrando l’utilità di monitorare gli andamenti di settore”; sempre lui ha poi aggiunto: “la crisi economica non risparmia nemmeno il cinema, bisogna tuttavia combattere lo spettro di nuovi tagli agli aiuti statali, continuando a sostenere in particolare le opere prime e la digitalizzazione delle sale”, e sottolineato una “contrazione del consumo di cinema in sala e, di contro, un aumento dei network televisivi e delle altre piattaforme di fruizione”.

Redento Mori, giornalista e curatore scientifico del Rapporto, ha individuato prospettive per il futuro: la produzione eccessiva rispetto alla domanda ha come conseguenze la segmentazione del mercato e un abbassamento dei prezzi; il cinema soffre dunque per una contrazione generale dei consumi, ma dimostra comunque una sua stabilità interna, rimangono da risolvere i nodi del tax credit, della digitalizzazione e delle quote tv.

Lionello Cerri, Presidente ANEC, ha sottolineato il successo dei multisala, che attirano maggiore pubblico grazie alla pluralità dell’offerta. Per rendere la sala più attraente, inoltre, alcuni esercenti hanno preferito puntare sull’ingrandimento degli schermi, con conseguente diminuzione dei posti. Il ritardo nella digitalizzazione di un 40% delle sale è da riferirsi in particolare ai monoschermi; fenomeno per il quale ANEC sta studiando una proposta. «Bisogna valorizzare il ruolo di aggregatore sociale e urbanistico e come spazio di crescita culturale per il pubblico» conclude.

Paolo Del Brocco, AD di Rai Cinema, è intervenuto sulla crescita del consumo di cinema in TV e sulle piattaforme alternative. “Il cinema è una grande opportunità in termini industriali e culturali, tuttavia soffriamo la mancanza di un progetto politico e culturale complessivo, come avviene in altri paesi tra cui la Francia, che affronti temi quali la certezza delle forme di finanziamento pubblico e il copyright, la formazione nelle scuole specializzate (non basta il CSC) e la necessità di rieducare il pubblico a un proposta di alto livello”.

Paolo Protti, Presidente del Comitato di Gestione Schermi di qualità si è focalizzato sull’importanza del cinema e della sua capillarità sul territorio, tuttavia lamenta la mancanza di un approccio culturale ed efficace alla lotta alla pirateria, “i dati dimostrano che anche il cinema, che sembrava attività anticiclica, in realtà subisce le stesse dinamiche degli altri settori se non viene sostenuta la domanda”.

Nicola Borrelli, Direttore Generale del MiBAC, intervenuto in modo accurato sulla necessità di vedere il cinema come soggetto fondamentale per la trasmissione di un’identità culturale, ha dichiarato: “In questo processo c’è bisogno di individuare il ruolo dell’audiovisivo e analizzare se i meccanismi di mercato sono adeguati: l’intervento deve essere però sistematico e affrontare temi quali l’acquisizione dei diritti e la differenziazione tra diritti primari e secondari, sulla scia delle modalità seguite in altri paesi europei”.

Stefano Antoniozzi, Banca Monte dei Paschi, ha voluto presentare l’operazione di marketing affrontata dal gruppo bancario toscano in tre punti: cura dei processi di comunicazione, banca reale (apertura di rapporti e costi di produzione) e sostegno ai programmi di tax credit. Ciò dimostra che il cinema può diventare un settore interessante per attirare investimenti anche dalle banche.

Elisabetta Brunella, di MEDIA Salles, si è concentrato sulla digitalizzazione del cinema in Europa, sottolineando anche l’aspetto e il legame fra sala e social media.

Leonardo Coletti, CFS Legal, ha rimarcato come la figura dell’esportatore di cinema italiano all’estero sia in estinzione, in gran parte a causa dell’attività di competitor stranieri, in particolare francesi e tedeschi. Tra le cause, la poca attenzione dello stato italiano al settore dell’esportazione che non beneficia in maniera adeguata del tax credit.

Ha concluso il Convegno Roberto Paolo Nelli, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, parlando dell’evoluzione del product placement dal 2004 al 2011.
Un’analisi che ha dimostrato some, a presentare il maggior numero di marche, siano le commedie italiane di grande successo commerciale.

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Silvia Marinucci

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