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Niente può fermarci, la parola al cast

Niente può fermarci, la parola al cast

A quattro anni dal thriller Visions, Luigi Cecinelli cambia registro e si affida alla commedia.  Una storia ‘on the road’ che ruba prototipi e cliché già consolidati dal filone comico europeo, e non solo.

Quattro ragazzi, ognuno con un disturbo della personalità, l’estate, il viaggio, la strada.
Matteo è narcolettico, Augusto è un internet dipendente, Leonardo è ossessivo compulsivo e Guglielmo è affetto dalla Sindrome di Tourette: insieme, a bordo di un auto rubata, si lasceranno alla spalle Villa Angelika, la clinica in cui sono ricoverati. Destinazione Ibizia.
A quattro anni dal thriller Visions, Luigi Cecinelli cambia registro e si affida alla commedia Niente può fermarci, che debutta in 160 sale il 13 giugno distribuita da 01 Distribution.
Un cast di giovanissmi con la partecipazione speciale di Gerard Depardieu

Questa commedia parte da un’idea diversa dal solito. Come nasce?
Luigi Cecinelli: È nata parlando con una persona che fa il volontario in una clinica simile a quella del film. E poi ho anche un amico con la sindrome di Tourette che fa il fotografo. Abbiamo scelto insieme cosa poter raccontare e mi piaceva l’idea di poter dire che la diversità è piu negli occhi di chi la vede che non in quelli di chi la vive. I protagonisti di questa storia sono ragazzi con quatto problematiche diverse, ma con la capacità di gestirle, al contrario dei genitori.
In questo film c’è un po’ di tutto, molti spunti sono arrivati dalle varie commedie viste negli anni come come ad esempio “Suxbad – Tre menti sopra il pelo”. E altri on the road.
Ma l’idea principale era che le donne e l’amore fossero importanti per tutti i personaggi.
Era importante che i quattro ragazzi trovassero lo spunto per migliorarsi e spingersi oltre: in questo caso quello spunto è l’amore.

Un nutrito cast di giovanissimi attori. Come è andata con i provini?
L. C.: Io e Ivan Silvestrini ci siamo ritrovati a chiacchiereare di questa idea tre anni fa; su suggerimento di Claudio Zamarion – che qui è sia produttore sia direttore della fotografia – abbiamo sviluppato insieme la sceneggiatura e poi abbiamo iniziato a fare dei casting a diversi ragazzi e ragazze. Il primo a essere trovato è stato Vincenzo Alfieri, poiè arrivato Emanuele Propizio. Di Federico Costantini, che ha sempre recitato nel ruolo del bello e dannato, mi incuriosiva invece vedere come si sarebbe trovato nei panni dello sfigato alle prese con delle manie. Abbiamo chiuso il cast con Gigulielmo Amendola.
Nella scelta degli attori che avrebbero interpretato i genitori è sandata un po’ come per uno shopping di Natale: Massimo Ghini, Gianmarco Tognazzi, Paolo Calabresi e Serena Autieri sono meravigliosi professionisti e hanno dato molto al film improvvisando spesso tra di loro. Con attori così non riesci mai a dare lo stop. Per la scena del mal di schiena ad esempio, avremmo fatto almeno ventuno ciak: non si finiva mai di ridere.

L’incontro con Depardieu?
L. C.: Tutto è nato pensando ad una scena ambientata in Provenza. Mi venne subito in mente lui, ma non ci speravo. Qualche mese dopo invece arrivò Claudio dicendomi che Depardieu aveva
Letto la sceneggiatura, che gli era piaciuta e avrebbe accettato. È stato un grande regalo della produzione!

Guglielmo, che è successo a Ibizia?
Guglielmo Amendola: Ci siamo divertiti tantissimo, soprattutto io che mi son appena affacciato a questo mondo. Per me è tutto nuovo. Provo a fare il calciatore intanto. Non so cosa faccio meglio. Devo ringraziare Luigi per la possibilità che mi ha dato e tutti questi miei straordinari ‘compagni di viaggio’ che mi han aiutato e mi han fatto integrare alla grande.
Conoscere persone che fino a ieri vedevo solo in tv o al cinema è stata una grande esperienza, il coronamento di un sogno.

Emanuele, come è stato recitare con Gérard Depardieu?
Emanuele Propizio: Nel giro di due anni ho avuto fortuna di lavorare con De Niro e Depardieu. A questo punto potrei anche ritirarmi dalle scene! A parte gli scherzi, ringrazio questo progetto che sarebbe dovuto partire molti anni fa, quando io ero addirittura minorenne.

Eva, a te come è andata?
Eva Riccobono: Ho incontrato Luigi tre anni fa e mi divertiva soprattutto l’idea di far parte di questa giovane e scalmanata combriccola. Fu provino allucinante! Poi sono partita per mesi su un set per lavoro e quando sono tornata quasi non ricordavo la parte; ringrazio Luigi per aver creduto in me tempi assolutamente non sospetti.

Federico, tu come hai preparato le tue manie?
Federico Costantini: Ho sfruttatao la mia paura degli insetti. Il punto di incontro con questo personaggio è che non sono un amante degli insetti.

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Elisabetta Bartucca

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