LOGO
,,

Star Trek Into Darkness: Nuova luce nelle tenebre

Star Trek Into Darkness: Nuova luce nelle tenebre

Un’avventura al confine tra innovazione e tradizione per l’astronave Enterprise. Ai comandi sempre il capitano Kirk, il signor Spock e il talento di J.J. Abrams.
4stelle

Quattro anni dopo l’Enterprise riprende il volo per portarci – o meglio riportarci – dove nessuno è mai stato prima. Al timone torna J.J. Abrams, alla sceneggiatura tre dei suoi collaboratori storici, Alex Kurtzman, Roberto Orci e l’altra eminenza oscura dell’amato e odiato Lost, Damon Lindelof. A metterci la faccia sono invece Chris Pine e Zachary Quinto, coppia ormai rodata, nelle vesti del capitano Kirk e del signor Spock, personaggi assurti al rango di icona dopo quasi 50 anni di onorata carriera vissuta tra grande e piccolo schermo.

Per questo Star Trek Into Darkness, nuovo capitolo di uno dei franchise fantascientifici più famosi del mondo, Abrams e soci smettono, almeno in via ufficiosa, le vesti del prequel e virano più marcatamente sulla rotta di un reboot. L’intenzione dichiarata è quella di trasmettere il fascino della space opera creata da Gene Roddenberry a un pubblico giovane che, vuoi per motivi anagrafici, vuoi per la scarsa propensione al retrò, non ha potuto appassionarsi alle storiche serie televisive.

E in Star Trek Into Darkness quest’opera di traduzione, come tutte le migliori traduzioni, si trasforma necessariamente in tradimento. La sceneggiatura riduce all’osso il canone della serie, usando come fondamenta le relazioni e i conflitti tra i protagonisti (non solo la “strana coppia” Kirk-Spock, degni di menzione anche il dottor McCoy e l’ingegner Scotty, interpretati da Karl Urban e Simon Pegg) e rinverdendo alcuni classici come il confronto, rigorosamente via schermo, tra capitani d’astronave prima della battaglia. Negli spazi lasciati vuoti dalla tradizione si inseriscono invece gli elementi nuovi. Ecco allora una sequenza iniziale che ricorda Avatar, un antagonista (Benedict Cumberbatch, algido e inquietante) più simile ai terroristi odierni che non a un tiranno intergalattico, scene catastrofiche degne di 2012 e duelli aerei che sembrano figli di Star Wars più che di Star Trek.

Ma se Into Darkness si rivolge al nuovo spettatore non c’è assolutamente voglia di lasciare sulla terra i vecchi aficionados. E così la trama non lesina strizzatine d’occhio, cameo e riferimenti che solo i cultori più accaniti sapranno cogliere. Basterà ai fan di vecchia data per perdonare una versione non troppo ortodossa dei loro beniamini? Difficile fare previsioni visto che già 4 anni fa il nutrito mondo dei trekkie si spaccò in due.

Quel che è certo è che Star Trek Into Darkness, a dispetto degli oltranzisti, è un film visionario e spettacolare, sicuramente più riuscito del suo fratello maggiore. E non è difficile immaginare che proprio grazie a questa nuova fatica l’Enterprise possa essersi guadagnata un altro quinquennio di avventure, come lascia presagire un finale nostalgico che ha anche il sapore di un inizio. Peccato solo che in plancia non ci sarà più un J.J. Abrams diretto verso altre galassie, regista dalla mano sempre più ferma e grande aspirante – nonché grande favorito – al titolo di re della fantascienza.

Marcello Lembo

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top