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P.O.E. — Poetry of Eerie: Poe in sala tra innovazione e tradizione

P.O.E. — Poetry of Eerie: Poe in sala tra innovazione e tradizione

Dieci giovani registi reintepretano in modo originale (fin troppo?) alcuni dei grandi temi di Edgar Allan Poe in una pellicola da otto episodi della durata totale di 80 minuti.
2stellemezzo

Approcci e stili diversi caratterizzano, P.O.E. — Poetry of Eerie, film che nel suo complesso si presenta innovativo nel genere horror, un film che merita, nonostante alcuni particolari poco convincenti, di essere visto per lo sforzo fatto soprattutto per la mancanza di soldi e il poco tempo a disposizione per girarlo. Alcuni episodi risultano più interessanti, in particolare quello di  Paolo Gaudio ‘Il gatto nero’ (uno dei racconti più famosi dell’autore statunitense) rivisitato, girato in stop-motion e in cui il protagonista omicida è lo stesso Poe.
Apprezzabili anche agli episodi ‘Il giocatore di scacchi di Maelzel’ nel quale si vuole far riflettere sul rapporto inquietante uomo-macchina e “Silenzio”, diretto a quattro mani da Angelo e Giuseppe Capasso, che racconta in pochi minuti la storia di un uomo che si risveglia ansimante accanto ad una donna che sembrerebbe dormire…
Un film corale, indipendente e italiano, un horror che vorrebbe rappresentare un punto di partenza di tanti film a episodi che stanno spopolando oltreoceano.
P.O.E. — Poetry of Eerie infatti è già uscito negli Stati Uniti in edizione home video per Elite Entertainment, in Italia invece sarà proiettato a partire dal 7 giugno in 24 sale e 11 regioni italiane.
In sintesi, si tratta di un’operazione riuscita a metà, che non ha entusiasmato i fans di Poe, e che ora aspetta il responso del pubblico nelle sale.

Giovanni Bonaccolta

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