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Incontro con Agnès Jaoui

Incontro con Agnès Jaoui

Uscirà il 6 giugno in Italia in 70 copie il nuovo film della regista francese Agnès Jaoui “Quando meno te lo aspetti” distribuito da Lucky Red.  Una commedia divertente dal gusto amaro dove la vita s’intreccia alla fiaba. Nel cast Agathe Bonitzer, Arthur Dupont, Benjamin Biolay,  Jean Pierre  Bacri e la stessa regista. Abbiamo incontrato la Jaoui in conferenza stampa a Roma ed ecco cosa ci ha raccontato.

Secondo lei quanto è importante credere ancora nelle favole?
Non so se ci credono tutti, ma mi sono resa conto che pur essendo cresciuta con forti valori femministi, mi sono ritrovata anche io a sognare il Principe Azzurro. Mi sono chiesta come mai questi archetipi delle favole continuano ad essere attuali e avevo voglia di riadattarle in chiave moderna.

Gli attori sono stati contenti di girare questo genere di film?
Sì, molto, persino Benjamin Biolay, che interpreta l’affascinante Maxime, ossia il lupo cattivo! Il nostro scopo era creare un mix tra favola e realtà e quanto pare ci siamo riusciti, perché sia spettatori e giornalisti hanno visto i riferimenti a personaggi fantastici che avevamo in mente. Ad esempio nel personaggio di Pierre hanno visto l’orco che odia i bambini, in Clèmence e il suo violino hanno visto il riferimento con “Pelle D’Asino”.

Ti sei trovata bene a dirigere dei bambini?
Beh sì! Ci sono state delle difficoltà , perché non è semplice fargli fare quello dici tu, in mezzo c’erano anche i miei figli, che in certi momenti avrei voluto uccidere! Nonostante questo mi hanno dato molto ed era da tempo che volevo lavorare con loro, sia come attrice e regista.

Nel film ci sono elementi nuovi per il cinema francese, meno realismo grazie all’espediente fantastico. Quanto è stata forte la voglia di rinnovarsi?
Il film l’ho scritto con Jean- Pierre Bacri e avevamo voglia di fare cose nuove. Dopo 20 anni che lavoriamo insieme avevamo paura di ripeterci, di annoiare lo spettatore e molta voglia di divertimento. Questa volta ci siamo spinti oltre grazie al ricorso alle favole, raccontando però delle paure di oggi. L’irrazionalità, le superstizioni, le paure. Scrivendo da anni  è difficile rinnovarsi. Per me è stato liberatorio anche dal punto di vista della tecnica. Ho cominciato da sceneggiatrice  e come regista volevo essere invisibile. Il film mi ha dato molta creatività e libertà!

Elisa Solofrano

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