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Esterno sera: Un prevedibile segreto di famiglia

Esterno sera: Un prevedibile segreto di famiglia

Debutto in sala per il Premio Solinas alla sceneggiatura nel 1999. Barbara Rossi Prudente dirige e produce un progetto nato quattordici anni fa.
2stelle

Di Esterno sera, primo lungometraggio difinzione di Barbara Rossi Prudente in sala da l 23 maggio, restano ben impresse solo due cose: la colonna sonora e la fotografia. Entrambe rendono meglio, ancor di più dei dialoghi e della recitazione, l’evoluzione narrativa di questo film, la cui sceneggiatura vanta anche la vittoria del Premio Solinas. Per il resto la pellicola è una noiosa immersione in un ambiente cupo e torbido, quasi da tragedia greca, anche se il finale non ha nulla di educativo, ma può essere considerato come l’inevitabile deriva dei capricci di una protagonista tanto bella quanto insopportabile.

Alba, che ha il volto di Valentina Vacca, è una venticinquenne del napoletano che si diverte a scommettere la sua vita ogni sera: incitata dai suoi “amici” (le virgolette sono d’obbligo), la giovane si diverte a correre in mezzo alla strada andando contro le macchine che passano a tutta velocità. Se vi chiedete per quale motivo Alba fa una cosa del genere, state tranquilli: non avrete risposta. Non c’è niente di assurdo nel contesto familiare in cui la ragazza è cresciuta. Apparentemente sembra una tranquilla famiglia del Sud e l’unico pretesto che viene usato per giustificare i comportamenti della giovane sta nel complicato rapporto tra la ragazza e suo padre (Salvatore Cantalupo), anche se questo rapporto non viene approfondito, ma si limita a qualche scambio di battute, a volte abbastanza banali. Restando sui dialoghi, colpiscono per quanto siano vuoti: anche le discussioni più accese o vengono interrotte da gesti e battute fuori luogo, oppure restano sospese nel vuoto.

Sensazione  che persiste per tutto il film: dall’inizio, che non ingrana e non coinvolge (per oltre un quarto d’ora, l’unica battuta ripetuta da tutti i personaggi, è “Fa caldo!”) al finale, molto teatrale e prevedibile. Prevedibile è anche il segreto di cui Alba viene a conoscenza. Un segreto che l’avvicina ancora di più alla persona che ama, Fabrizio (interpretato da un freddo Emilio Vacca), ma che rende il tutto ancora più inutilmente torbido. Lo spettatore anche meno attento si rende conto che la verità che sta alla base del film si capisce ancor prima della metà della pellicola, ma l’attesa del momento in cui questa verità viene espressa, è troppo lunga e colma di elementi messi lì quasi a caso (come l’espediente del vicino di casa innamorato di Alba e che vuole giustificare il finale). Un plauso ai due attori protagonisti, Valentina ed Emilio Vacca, per la professionalità con cui sono riusciti a girare una scena hot nonostante il fatto che, nella vita reale, siano fratello e sorella.

Augusto D’Amante

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