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Fedele alla linea: il ritorno a casa del ‘rivoluzionario’ Ferretti

Fedele alla linea: il ritorno a casa del ‘rivoluzionario’ Ferretti

Una commovente testimonianza e una sequenza di meravigliose immagini fanno di “Fedele alla linea” un film-documentario  destinato a tutti i fans dei CCCP e non solo.
3stelle

Giovanni Lindo Ferretti, con toni pacati e le capacità di un abile narratore, ha voluto raccontarsi, ha voluto rendere pubblica la sua vita di artista e quella di uomo. Partendo dalla sua partecipazione allo Zecchino d’oro, imposto dalla madre superiora del collegio dove studiava, al difficile rapporto con la mamma, agli anni rivoluzionari del gruppo CCCP, di cui era leader,  fino ad arrivare alla vita semplice che conduce oggi immerso nella natura, a stretto contatto con i cavalli, protagonisti del suo ultimo progetto, ‘Saga. Il canto dei Canti’, un’opera teatrale che ha l’intento di raccontare il millenario legame tra l’uomo e i cavalli.
Grande merito va al giovane brillante regista Germano Maccioni, per la selezione musicale in sottofondo, e per aver fatto -assieme a Walter Cavatoi – un buon lavoro di montaggio (alternando immagini, musiche e parole) per non appesantire il film e rischiare di far calare l’attenzione del pubblico.
Anche la scelta del titolo sembra appropriato alla vita del protagonista, un percorso difficile, alternato da anni vissuti da rivoluzionario a momenti di riflessione, ad esperienze che hanno rafforzato il carattere di Ferretti, un uomo sempre ‘fedele alla linea’, un uomo che ha voluto vivere determinate situazioni, anche estreme, senza rinnegare nulla, ma facendo di esse una solida base per raggiungere un certo equilibrio, che solo ora forse, all’età di sessant’anni, sembra cominciare a trovare. Credo che il messaggio che vuole mandare Ferretti è che non si può vivere, anzi lui non può vivere, senza famiglia e senza una fede.
Un film che nel complesso che può essere messo in discussione per alcune posizione del protagonista ma che comunque lascia spazio alla riflessione, soprattutto per i temi universali che vengono affrontati.

Giovanni Bonaccolta

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Silvia Marinucci

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