LOGO
,

Bellas Mariposas: Magico Mereu

Bellas Mariposas: Magico Mereu

Il regista sardo si confronta con l’adattamento di un racconto di Stefano Atzeni. Coraggioso, audace e convincente nel linguaggio e per contenuti. Applaudito alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia.
3stelleemezzo

Ci voleva l’audacia di Salvatore Mereu per portare sullo schermo il racconto spregiudicato dello scrittore sardo Sergio Atzeni e riuscire a realizzare un’opera cinematograficamente coraggiosa e profondamente umana.
Il regista di Sonetaula non rinuncia alla sua cifra stilistica adattando il realismo che lo contraddistingue ai toni narrativi di Atzeni. La storia, in equilibrio tra dramma familiare e feroce autoironia, documenta il girovagare di due ragazzine, Cate e Luna, nell’arco di un’intera giornata per le strade di una Cagliari assolata e anonima. L’occhio di Mereu le segue usando lo stratagemma di una voce narrante – quella della undicenne Cate – intervallata dai continui sguardi in macchina della protagonista.
Bellas Mariposas rapisce lo spettatore per spontaneità e naturalezza, per la leggerezza con la quale i monologhi di Cate riescono a evocare scenari ben più amari di quanto ci si possa immaginare.  Riso amaro, verrebbe da dire e così sarà per tutto il film. Lo si capisce sin dall’inizio, dall’esplosivo soliloquio musicale di Cate al quale Mereu affida il compito di presentare una galleria di personaggi bizzarri e drammaticamente commoventi. E proprio da qui prende il via un concatenarsi di aneddoti in un quartiere popolare della Cagliari più disagiata in cui il tempo sembra essersi fermato, sospeso tra improbabili tipi umani e vite violente, a metà strada tra sogno e realtà, perduto tra case fatiscenti, padri fannulloni, maghe provvidenziali.
Mereu non si tira indietro, azzarda, si adagia sui suoni e le immagini dei luoghi attraversati, insegue la coppia di giovanissime amiche senza lasciarle un momento e firma un affresco dolce amaro,  una grande lezione di cinema verità.
Nelle sale dal 9 maggio e in pochissime copie, grazie a un tour ‘porta a porta’ fortemente sostenuto dal regista.
Poesia da non perdere in mezzo all’invasione aliena di blockbuster, film e filmetti con velleità autoriali.

About the author
Elisabetta Bartucca

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top