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Mi rifaccio vivo, non diverte l’All-star cast di Rubini

Mi rifaccio vivo, non diverte l’All-star cast di Rubini

2stelle

Non basta un ottimo cast ed un bravo regista per confezionare un buon film in generale ed una commedia divertente nello specifico. Non fa eccezione Mi rifaccio vivo, regia di Sergio Rubini e cast pieno di ottimi professionisti, della risata ma non solo.
Si parte, male, con una voce off che dovrebbe proiettare dritti al cuore della vicenda, ma che non fa presagire nulla di buono fin dai primi minuti. Poi un lampo, una trovata, un chiodo ed il volto di gomma di Pasquale Petrolo, in arte Lillo, tengono in vita una speranza. Le tanto agognate risate, il divertimento, la battuta sagace però sono merce rara nella nuova regia di Rubini. Incomprensibilmente, perché, va sottolineato, il regista ed attore pugliese e’ persona colta e divertente, un professionista navigato che però stavolta si perde nelle pieghe di una sceneggiatura debole, scontata e poco divertente. Non lo aiutano le ‘facce’ di Marcore’, incapsulato nel ruolo (un Gastone Paperone un poco stolto un po’ Mefisto) cui non rende la caratteristica di doppiezza evidentemente necessaria, non lo aiuta la Buy (troppo risicato per incidere il suo ruolo di mogliettina trascurata), e poi e poi, Iacchietti, la Incontrada, ma soprattutto un Solfrizzi mai realmente esilarante, troppo contenuto, in un ruolo che invece dovrebbe essere esplosivo, grazie ad una ‘spalla’ come Lillo ed un contraltare come Marcore’.
L’extra time di vita, l’ultima chance per rimediare all’insano gesto sono plot frequentati al cinema, da commedie più o meno brillanti. Quello che è mancato in questo ennesimo tentativo e’ il coraggio di percorrere fino in fondo almeno uno dei filoni narrativi presi ed abbandonati per strada, con pregiudizio del risultato finale, davvero poco divertente, purtroppo.

 

 

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La redazione

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