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Io viaggio sola: Tognazzi e un film ‘internazionale’

Io viaggio sola: Tognazzi e un film ‘internazionale’

Una donna normale con un lavoro molto, molto speciale… Margherita Buy è Irene, di professione ‘ospite a sorpresa’, alias ispettore in incognito per una società che valuta le eccellenze in fatto di alberghi di lusso. Potrebbe sembrare semplice, comodo e divertente stabilire a che temperatura va servita una zuppa, come vanno disposti i saponi e quale la distanza esatta tra le posate; in realtà non è così, come ci racconta la bella interpretazione della Buy, diretta da Maria Sole Tognazzi .
Un film inconsueto per il nostro cinema ‘Io viaggio sola’, commedia sofisticata che cerca anche risposte sul piano sociale alla domanda “Perchè una donna single e soddisfatta è considerata sola, mentre una maschio nelle stesse condizioni è uno che ama la libertà?”.
Sempre alla ricerca di una storia convincente e coinvolgente da raccontare, la Tognazzi che aveva stupito al Festival di Roma con il racconto affascinante delle figura paterna, non si smentisce e con leggerezza guida – e si lascia trascinare – da un’ottima interprete di fobie e ansie dei nostri tempi.
Un connubio quello tra queste due professioniste, che merita di essere segnalato dalla critica ed apprezzato dal pubblico, alle prese con un film che sfonda le pareti del ‘due camere e cucina’, raccontando una storia che da Roma guarda il Mondo. Viaggia tra hotel ed aeroporti, lenzuola inamidate e domande esistenziali sulla maternità, Maria Sole Tognazzi, per poi farvi ritorno nella sua Capitale, con una consapevolezza maggiore, sua, della protagonista e forse, probabilmente, anche dello spettatore.

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La redazione

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