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The Last Supper: Re si diventa, non si nasce

The Last Supper: Re si diventa, non si nasce

The Last Supper – FAR EAST FESTIVAL 2013
Regia: LU Chuan
(Cina, 2012) – Durata: 116′

VOTO: 2

Viene portata sul grande schermo, nella terza serata del Far East Film Festival 2013, la celebre e avvincente storia di Liu Bang, contadino – oltre che che valoroso e coraggioso condottiero – che riuscì a diventare Imperatore, il primo della dinastia degli Han.
Il film, con toni epici, racconta in particolare il famoso episodio conosciuto come “Banchetto alla Porta Hong”, che ha dato una svolta decisiva al processo che portò appunto Liu Bang sul trono.
Il nobile Yu, è a capo dell’esercito più potente che guida la rivolta contro l’imperatore Qin, quando il giovane condottiero Liu si fa notare per il suo ardore, al punto da guadagnarsi in poco tempo il rispetto e l’aiuto di Yu.
Dopo essere riuscito a farsi affidare un comando di 5000 soldati, Liu rompe l’accordo fatto col suo protettore e decide di invadere da solo la città dell’imperatore Qin. Da questo momento comincia la battaglia per il potere, che sembra non avere pù nulla a che fare col rispetto e gli ideali di un tempo, anche se durante il famoso banchetto per celebrare la vittoria, mentre i consiglieri di Yu vorrebbero punire Liu con la morte per l’insubordinazione, Yu lo lascia andare, causando inevitabilmente la sua stessa morte poco tempo dopo.
Morto Yu, Liu potrebbe regnare indisturbato, ma la mente dell’imperatore è ormai compromessa dall’ossessione della minaccia della cospirazione, tanto da far addirittura catturare e infine uccidere persino il suo fidato amico e Generale Xin, che un tempo aveva abbandonato Yu per seguirlo nelle battaglie.
Nonostante la facilità nel capire i fatti che si susseguono e che portano a conclusioni logiche che si ripetono inevitabilmente di era in era, seguire il film risulta faticoso, soprattutto per i continui e veloci salti temporali tra il presente e il passato raccontato.
L’accuratezza nei dettagli dell’archittetura e nelle armature dell’epoca lo rende comunque un film interessante sotto l’aspetto culturale.

Antonella Ravaglia

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Silvia Marinucci

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