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L’Argentina vince il Future Film Festival

L’Argentina vince il Future Film Festival

Si chiude con il trionfo dell’Argentina la XV edizione del Future Film Festival di Bologna (12/17 aprile), che anche quest’anno si è confermato un osservatorio irrinunciabile sul meglio delle nuove tecnologie applicate all’animazione, al cinema, ai videogame e ai new media.

Il Platinum Grand Prize come migliore lungometraggio in concorso a Anima Buenos Aires, il film di María Verónica Ramírez che fonde ironia, tango ed emozione per raccontare l’anima nascosta della Capitale argentina, attraverso lo sguardo acuto dei più importanti artisti dell’animazione e della grafica del Paese.

Quattro gli episodi che compongono il film – corrispondenti ciascuno ad un diverso punto di vista e ad un luogo peculiare della città -, realizzati con tecniche le più diverse, dall’animazione 2D al collage al fotomontaggio alla stop-motion: Anima Buenos Aires, come sottolinea la motivazione dei giurati, “propone con originalità l’immagine di un Paese ricco di idee fervide, sospeso tra umorismo e nostalgia e capace di proiettarsi oltre il difficile periodo di crisi socioeconomica. Nell’opera si legge la vitalità inventiva di diversi autori che, come in un mosaico, recuperano la struttura a episodi offrendo un esempio brillante di modello realizzativo che rappresenta uno stimolo per produttori e registi della scena internazionale“.

Menzione speciale per un altro film di grande ricchezza figurativa, Consuming Spirits di Chris Sullivan, costato al suo autore 15 anni di lavoro e già applaudito dalla critica americana come uno straordinario esempio di animazione adulta. Un film – come spiega la motivazione della giuria – “complesso e terribile, che trasporta lo spettatore in un mondo angusto. La programmatica sgradevolezza di uno scenario senza scampo ci si offre come materia di sogno e poesia. Un’opera potente che non scende a compromessi“.

Nel concorso Future Film Short riservato ai cortometraggi, sostenuto quest’anno da Rai.tv e Provincia di Bologna, la giuria composta dai giornalisti Andrea Fornasiero e Romano Garofalo e dall’animatore Andrew Spradbery ha premiato Cedric & Hope di Pierce Davison (Australia 2012), “per il monito contro gli integralismi religiosi e il confronto tra fede e progresso, coniugato con un’ottima tecnica in stop motion e un racconto originale dal gusto ironico che sconfina nel non-sense“.  Menzione speciale per Tears of Steel di Ian Hubert (Olanda 2012), “per l’ottima fattura degli effetti speciali e la qualità della recitazione, oltre che per  l’ironia con cui è demistificata con gusto pop l’ormai convenzionale ambientazione roboapocalittica“.
Diversi i giudizi del “voto popolare” degli spettatori che in questi 6 giorni hanno affollato le sale del Cinema Lumière: il Primo premio del Pubblico è andato al giapponese Travelling Daru di Ushio Tazawa, mentre sul secondo gradino del podio salgono ex-aequo il francese Una Lagrima Furtiva di Carlo Vogele e Autor De Minuit e il tedesco Atlas di Aike Arndt.

Il terzo concorso del FFF, quello del Premio Franco La Polla assegnato alla migliore tesi di laurea di argomento cinematografico degli anni 2010-2013, specificamente sui temi della fantascienza, del fantasy, dell’animazione e degli effetti visivi, ha visto affermarsi “UNCLE SAM WANTS… Bugs, Donald and Daffy – Il Cinema di animazione americano di propaganda e il secondo conflitto bellico” di Alessia Cecchet, “per l’originalità dell’argomento, la maturità con cui affronta il tema sotto il profilo metodologico e la ricchezza dei riferimenti bibliografici e filmografici“. Novità di quest’anno, Edizioni Arcoiris, in collaborazione con il Future Film Festival, pubblicherà la tesi nella neonata collana Nastri d’argento. Il Premio, con la supervisione di Susanna La Polla, è assegnato da una giuria composta da Silvia Albertazzi (Docente di Letteratura Inglese, Università di Bologna), Giacomo Manzoli (Docente di Storia del Cinema, Università di Bologna), Michele Fadda (Docente di Storia del Cinema, Università di Bologna), Leonardo Gandini (Docente di Storia del Cinema presso l’Università di Modena e Reggio-Emilia), Roy Menarini (Critico cinematografico e docente di Storia del Cinema presso l’Università di Udine), Massimiliano Spanu (Docente di Semiologia del Cinema e degli audiovisivi, Università di Trieste), Enrico Terrone (Docente di Storia e critica del Cinema presso l’Università del Piemonte Orientale, redattore di Segnocinema)

Più che positivo il bilancio generale dell’edizione 2013, che – fedele al motto di quest’anno, “Tweet the Monster” – ha potuto contare su anteprime molto attese come il film di apertura Hansel & Gretel: Cacciatori di streghe 3D, Monsters & Co. 3D, l’evento speciale di chiusura Le Streghe di Salem e il film di chiusura La Casa; ma anche su omaggi come quelli ai cinquant’anni di Calimero e ai Mostri Classici della Universal (protagonisti di una suggestiva mostra in Piazza del Nettuno). E ancora, un ricco programma di proposte fuori concorso, di Follie Notturne, e di Eventi Speciali per tutti i gusti e tutte le età.

About the author
Mattia Pasquini
Nascere subito dopo la fine dei "favolosi anni '60" e ritrovarsi battezzati dallo scioglimento dei Beatles e dalla sconfitta messicana nella finale di Coppa del mondo avrebbe potuto segnarlo (e non è detto che non sia successo), ma ogni storia deve avere un inizio. L'infanzia in pieni anni di piombo e la teenage, passata ad attraversare gli edonistici anni '80, mettono i semi di una instabilità che fortunosamente trova sfoghi intellettuali e creativi (altrimenti oggi avrebbe rubato la scena all'incontrastato Lecter) e lo tiene in equilibrio sul crinale tra scienza e umanismo. Matematica e comparatistica lo accompagnano verso l'esito più imprevedibile, che ancora oggi lo trova attivo e lo porta su queste 'pagine': il cinema. Una scusa (una passione, una professione) che lo porta a girare le sale di mezza Europa e non solo e ad invadere etere e web sin dal 1996 con scritti, discettazioni e cortometraggi animati grazie a 15 anni di 35mm.it e non solo. Scienziato mancato, scrittore mancato, dottore mancato, cuoco mancato, polemista mancato, spagnolo mancato. Manca niente? La scusa è "genio e sregolatezza", la realtà... è quello che vi aspetta.

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