LOGO
,

Confessions: A little broken flower

Confessions: A little broken flower

Candidato agli Oscar come miglior film straniero, secondo Michael Mann Confessions  è “un capolavoro inquietante e assoluto”, finalmente in Italia trova la distribuzione della Tuker Film e un trampolino di lancio come il Far East Festival di Udine.
VOTO: 4

Questa trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Kanae Minato, si dimostratecnicamente ineccepibile, un ricordo visivo che resta scolpito nella mente degli spettatori, che travalicai confini nazionali per guadagnarsi a pieno titolo un posto tra i più fregiati e famosi lavori hollywoodiani.
Una storia snella, non banale, una ricostruzione a ritroso per un thriller con una linea narrativa degna diun Bryan Singer in ottima forma. Tutto molto moderno, attuale, perfettamente contestualizzato nelraccontare una complessa vita adolescenziale, non cristallizzata ma esportabile oltreoceano.
Un forte senso di giustizia privata è il fil rouge che lega tutta l’opera, avvicinandola ad una cinica leggedel taglione: percorso amaro tra punizione e redenzione in cui la nemesi è anche catarsi, vissutaintensamente sulle emozionanti note di Little flower dei Radiohead.
La morale comune tuttavia è forse la parte che più stona, ridondante nel voler trovare per forza unsenso e un risarcimento, un inquadramento in un troppo scontato “ciò che semini è ciò che raccogli”che la vita, quella vera, praticamente mai dona.
Moriguchi, ragazza madre e semplice insegnante diliceo, colpita da un dramma perverso, si erge così a giudice supremo, in questo la vendetta ritrova unsuo senso, fuoriuscendo da uno schema troppo karmico persino per un orientale e così crudo eschietto per il mercato occidentale.

Chiara Nucera

About the author
Silvia Marinucci

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top