LOGO
,

Oblivion: Rimandi all’indimenticabile

Oblivion: Rimandi all’indimenticabile

VOTO: 2.5

Tutto nasce da una graphic novel di Joseph Kosinski, regista e produttore che, prima di esordire con Tron: Legacy (e prima di tornare a occuparsi del prossimo sequel ‘cyberspaziale’ e del remake di ‘The Black Hole’, sempre della Disney), aveva immaginato la vicenda alla base del film.
La mossa vincente – chi l’avrebbe mai detto – è stata sicuramente quella di aver arruolato Tom Cruise nel film, il quale evidentemente aveva voglia di tornare alla fantascienza e di mettersi nei panni che furono di Will Smith in I’m Legend.
Il problema è che questa sceneggiatura tende a mettere fin troppi ‘panni’ addosso al nostro eroe ‘Impossibile’, finendo per costruire un film che ne ricorda troppi altri, chi in una scena, chi in una tematica.
Stante questo, Oblivion – pur non indimenticabile (si sa, ‘omen nomen’…) – non è un brutto film, e si fa apprezzare, soprattutto per l’impianto digitale e decorativo. Già in Tron: Legacy questo era stato un sicuro pregio da ascrivere alla creatività di Kosinski, che purtroppo appare piuttosto limitata.
C’è anche qualche falla, di scrittura più che di verosimiglianza, ma sono dettagli. D’altronde non è una novità che, in questo tipo di produzioni, la scenografia faccia più della sceneggiatura e mediamente si tenda a puntare più sulla prima che sulle seconde. E sui grandi nomi. Tra i quali spiccano – a parte Tom – Olga Kurylenko (che l’ha spuntata sulle concorrenti Jessica Chastain, Olivia Wilde, Brit Marling, Noomi Rapace ) e Morgan Freeman (particolarmente impalpabile), almeno sul manifesto, visto che sullo schermo la presenza più interessante è quella di Andrea ‘Vika’ Riseborough, per fortuna scelta invece di Hayley Atwell, Diane Kruger e Kate Beckinsale.

About the author
Mattia Pasquini
Nascere subito dopo la fine dei "favolosi anni '60" e ritrovarsi battezzati dallo scioglimento dei Beatles e dalla sconfitta messicana nella finale di Coppa del mondo avrebbe potuto segnarlo (e non è detto che non sia successo), ma ogni storia deve avere un inizio. L'infanzia in pieni anni di piombo e la teenage, passata ad attraversare gli edonistici anni '80, mettono i semi di una instabilità che fortunosamente trova sfoghi intellettuali e creativi (altrimenti oggi avrebbe rubato la scena all'incontrastato Lecter) e lo tiene in equilibrio sul crinale tra scienza e umanismo. Matematica e comparatistica lo accompagnano verso l'esito più imprevedibile, che ancora oggi lo trova attivo e lo porta su queste 'pagine': il cinema. Una scusa (una passione, una professione) che lo porta a girare le sale di mezza Europa e non solo e ad invadere etere e web sin dal 1996 con scritti, discettazioni e cortometraggi animati grazie a 15 anni di 35mm.it e non solo. Scienziato mancato, scrittore mancato, dottore mancato, cuoco mancato, polemista mancato, spagnolo mancato. Manca niente? La scusa è "genio e sregolatezza", la realtà... è quello che vi aspetta.

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top