LOGO
,

Tutto parla di te: Madri

Tutto parla di te: Madri

Il debutto a un lungometraggio di finzione di Alina Marazzi non dimentica certo l’universo documentaristico dove la regista del sorprendente Vogliamo anche le rose, si è formata. Ma se lo porta dietro reinventandolo e mescolandolo a una storia di finzione che diventa ben presto il pretesto per una disamina del lato più oscuro della maternità: la depressione post partum. In un equilibrato mix di inserti animati, video-interviste a madri vittime di questo disagio, immagini di repertorio private che arrivano direttamente dall’album di famiglia, Tutto parla di te si rivela una storia di ricordi e rivisitazione di un passato rimosso da un lato, e riappropriazione di sé dall’altro.
Ai filmini in bianco e nero sono affidate così le memorie della dimessa Pauline, la protagonista di questo racconto, che torna a Torino dopo cinquant’anni per portare avanti delle ricerche sui problemi delle mamme di oggi, con l’aiuto di una vecchia amica, direttrice di un Centro per la maternità. Qui il suo destino incrocerà quello di Emma, neo mamma abituale paziente del Centro. Sarà un cammino catartico per ambedue, un percorso di liberazione e ricostruzione; gli occhi carichi di ricordi e l’incantevole mutismo di una severa e al contempo fragile Charlotte Rampling, che per tutta la prima parte del film non proferisce quasi parola, uniti all’abilità narrativa della Marazzi riescono egregiamente nel compito di trasmettere tutta la tensione emotiva di questa esperienza.
Tutto parla di te scopre un tabù e mostra con grande sensibilità quello che vecchi retaggi culturali e sociali hanno sempre accuratamente tenuto nascosto: il fatto che la maternità non sia solo gioie, ma anche dolore. Un dolore profondo e radicato che va condiviso ed espresso per evitare mostruose conseguenze.
Il film non ha solo il merito sociale di raccontare quasi in silenzio, a mala pena sussurrandola, una verità ancora scomoda, Tutto parla di te ha anche il grande privilegio di essere un’opera costruita con grazia e lucidità, una grande lezione di cinema verità.

About the author
Elisabetta Bartucca

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top