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Pazze di me: La follia è donna?!

Pazze di me: La follia è donna?!

Isteriche, ossessive, svampite, sedotte e abbandonate. Eccole le donne di Fausto Brizzi che decide di celebrare il suo ritorno al cinema con una commedia tutta al femminile, Pazze di me, rocambolesco affresco di una combriccola familiare folle e ingombrante, piantata in asso dal padre alcuni anni prima.
Sette donne ciascuna vittima del proprio rapporto irrisolto con gli uomini: una madre dispotica e di hitleriana memoria (che rispolvera il talento comico di Loretta Goggi sul grande schermo), una nonna annebbiata dalla demenza senile e accudita da un sfaticata e succinta badante rumena Bogdana (inaffondabile Paola Minaccioni), e tre sorelle sconclusionate – la femminista dura e pura messa romanticamente ko da un uomo sposato, la svampita che salta da un uomo all’altro in preda a confusionarie attrazioni fatali ed una prima della classe mollata sull’altare e alla quale non resta che affogare il dispiacere sul divano di casa tra i pizzi del suo inseparabile abito da sposa.
Una gabbia di matte, che certo non risparmierà al regista di Ex l’accusa di misoginia, nonostante Brizzi sia corso già ai ripari definendo il film “un atto di amore verso le donne”, salvate alla fine – guarda caso – dall’unico maschio di casa. Toccherà infatti al ‘solito idiota’ Francesco Mandelli, per la prima volta libero dalle facce di Ruggero De Ceglie, ‘sistemarle’ in qualche modo se ci tiene a non vedere andare a monte il suo ennesimo tentativo di una relazione adulta con una ragazza.
Una storia che, pur sfuggendo ai limiti delle ultime commedie a episodi di Brizzi, si riduce a un’accozzaglia di stereotipi, mentre il susseguirsi di gag e siparietti non basta a superare le sciatterie di una sceneggiatura a tratti dozzinale che riduce i personaggi a fantocci caricaturali e macchiettistici, capaci di strappare qualche grossolana risata. Con buona pace del cast, in gran parte meritevole.
Ma Pazze di me si riscatterà probabilmente al boxoffice: difficile resistere a un’ ‘invasione di sala’ da 600 copie.

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Elisabetta Bartucca

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