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La città ideale: esordio coraggioso per Lo Cascio

La città ideale: esordio coraggioso per Lo Cascio

VOTO: 3.5

La città ideale di Luigi Lo Cascio si compone di mille stimoli, di infiniti spunti, suggeriti allo spettatore dal regista, che firma la sceneggiatura di cui è anche protagonista pressoché assoluto. Proprio nella coralità delle interpretazioni di un esordio fortemente voluto e non perfetto tuttavia ci sono gli elementi distintivi di una buona prova, che nasce evidentemente da una storia molto calata in gusti, sensibilità e passioni personali, affinate negli anni alla corte di numerosi set cinematografici e teatrali, oltre che in anni di sperimentazione personale e studio. Si intravedono atmosfere kafkiane in una Siena ideale ma non troppo, forse perchè calata in un’Italia provinciale, che teme il cambiamento, il nuovo. Il punto di vista sociale e politico del regista sono ben in vista – ed è un gran pregio – in una pellicola che ha il difetto di dover o voler dire tutto nel breve scorrere dei 100 minuti o giù di li della proiezione. Ecco che allora alcuni caratteri sembrano estremamente eterei e perdono la forza espressiva e le dinamiche sapientemente ordite fin dalle prime immagini, davvero intriganti.
Lo Cascio dissemina il suo coraggioso esordio di volti noti, al pubblico, ma anche al regista, protagonista di duetti eccellenti con la madre, Aida Burruano e con lo zio, uno straordinario Luigi Maria Burruano.

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La redazione

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