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Il volto di un’altra: Occasione sprecata

Il volto di un’altra: Occasione sprecata

VOTO: 2

Tanto presi dalla necessità di apparire che nemmeno un  asteroide in procinto di piombare sulla Terra può distogliere lo sguardo delle telecamere dal popolo e del popolo dalle telecamere. Questo in sintesi il Corsicato pensiero che è visibile attraverso lo schermo deformante de Il volto di un’altra. Una clinica specializzata in chirurgia plastica, atmosfera bucolica nella cornice che la contorna, il gioco dei contrasti che ci mostra i protagonisti, Laura Chiatti ed Alessandro Preziosi, muoversi tra le dinamiche del talent – lei – e quelle di rino e masto plastiche per miliardari  – lui-.
Le loro strade di coniugi indifferenti e patinati si icontreranno grazie ed un incidente d’auto causato, udite udite da un wc che piomba sull’auto di lei da un cavalcavia deturpandole il viso. Ma sarà vero? la dicotomia tra essere e apparire e fin troppo chiara fin dalle prime battute su un film che il regista firma in ogni minimodettaglio con quello che è il suo marchio di fabbrica, l’umorismo acido e irriverente.Corsicato ci racconta la società dei talent, dei giornali patinati, degli interessi miliardari che si nascondono nei messaggi, pubblicitari e non, che spingono alla ricerca della perfezione.
Quello che stavolta non funziona nel lavoro del talentuoso regista di Chimera, I buchi neri o Il seme della discordia, è quel meccanismo capace di coinvolgere, avviluppare con immagini smaglianti che raccontano miserie umane e sociali. questa volta il grottesco non colpisce lo stomaco, annoia, rende la narrazione didascalica fino all’inverosimile. Il risultato è stilisticamente perfetto, dai primi piani su occhi e labbra della splendida Chiatti alle sopracciglia di Preziosi, dai bendaggi creativi della diva e delle degenti mostruosamente rifatte, agli spazi chirurgici asettici e popolati da infermiere mostrate comele famose tre scimmiette, ma questo basta a giustificare la catarsi finale, con tanto di asteroide salvifico? Monty Python docet. Peccato.

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La redazione

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