LOGO

Jurassic Park: Come ti clono il dinosauro

Jurassic Park: Come ti clono il dinosauro

Veramente sbalorditivi i dinosauri creati da Winston & Co. per Jurassic Park; ma sono solo la punta dell’iceberg…
VOTO: 4

Jurassic Park – ancor più del suo vitalissimo sequel Il mondo perduto – è probabilmente il film di Spielberg che vanta più detrattori. Quali sarebbero i mega-difetti che costoro strombazzano a destra e manca? Un ottimo cast (Neill, Goldblum, Jackson, Attenborough, la splendida Dern) alle prese con personaggini con poca anima e un plot iper-scarnificato che – nonostante sfrutti al minimo i presupposti macro-scientifici dell’omonimo romanzo di Michael Crichton – continui a prendersi più sul serio di quanto la sua dimensione ‘all adventure’ permetti. Risulta però assolutamente risibile il fatto che – mai come in questo caso – queste mancanze coincidono coi mega-pregi innalzati dallo sparuto (ma agguerito) gruppetto di jurassic-fans, dei quali mi faccio umilmente portavoce. Il film narra di un parco-giochi? Ebbene, giustamente il vecchio Stevie si prende molto sul serio poiché la cattedrale che ha innalzato nel ’93 non arriva a raggiungere il rango di cinema interattivo ma é comunque un rarissimo esempio di film-consolle, dove é più che giusto che i protagonisti siano bidimensionali – fino all’osso, é proprio il caso di dirlo – poiché ciò che conta é che lo stratificarsi delle attrazioni, mixate e mai fuse, proprio come in un DJ-set: humour, terrore (!!!), avventura, diversioni gotiche (la scena nella cucina non ricorda forse “Shining”?) e ‘disgustiste’ (le numerose gag ‘corporali’ sono meravigliosamente politically-uncorrect), davvero non manca nulla. Certo alcuni simbolismi (la figura del ‘burattinaio’ Attenborough rimanda a Spielberg stesso, il rapporto instauratosi tra l’archeologo Sam Neill e gli immancabili frugoletti di turno é uno dei preferiti dal regista – in giovane età trascurato dal paparino troppo rampante – ma qui é veramente incastrato a forza) risultano freddi e meccanici, ma stanno lì proprio a dimostrare la dimensione ‘teorica’ di questo meraviglioso monster-movie metalinguista.

About the author
Silvia Marinucci

Leave your comment


         




Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top